Lansoprazolo: un trattamento efficace per la compliance dei pazienti e per la prevenzione dell'ulcera Back

Introduzione di Vincenzo Savarino

Direttore del Dipartimento di Medicina Interna Direttore dell’Unità di Gastroenterologia e Epatologia Università degli Studi di Genova – Genova, Italia

È risaputo che i farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), inclusa l’aspirina, rappresentano la categoria di farmaci più utilizzati nella pratica clinica quotidiana per molteplici ragioni: il progressivo invecchiamento della popolazione del mondo occidentale con la necessità crescente di instaurare una profilassi di incidenti cerebro e cardiovascolari con aspirina a basso dosaggio, maggiore incidenza di patologie reumatologiche con esigenza di prescrivere farmaci anti-infiammatori non solo per periodi acuti di breve durata, ma spesso cronicamente nel lungo termine, aumentata frequenza di sintomi diversi dai disordini muscolo-scheletrici, come cefalea, algie in ambito ginecologico, etc. I FANS sono certamente molto efficaci, ma si  accompagnano sfortunatamente ad eventi avversi, specialmente a carico del tratto digestivo superiore, quali gastropatia erosivo-emorragica, ulcere più in sede gastrica che duodenale e complicanze in termini di emorragie, più frequenti, e perforazione.

Ciò comporta la necessità di affiancare a tali medicamenti iatrogeni una terapia gastroprotettiva, fondamentalmente costituita dagli inibitori della pompa protonica (PPI). Essi diventano addirittura obbligatori quando esistono determinati fattori di rischio, quali l’età superiore ai 70 anni, l’anamnesi positiva per pregressa ulcera ed ancor più complicanze in genere emorragiche da ulcera, l’uso combinato di FANS o di FANS + corticosteroidi e anticoagulanti. È da ricordare che l’aspirina può essere tossica anche a bassi dosaggi. Le suddette frequenti complicanze hanno indotto a sviluppare farmaci capaci di bloccare selettivamente la ciclo-ossigenasi 2, lasciando inalterata quella protettiva COX 1. Tali farmaci chiamati COXIB sono meno  tossici a livello gastro-duodenale, anche se non sono del tutto esenti da eventi avversi. Purtroppo, però, essi hanno un altro importante limite rappresentato dall’incremento di fattori trombotici che hanno comportato una maggior incidenza di eventi ischemici cardiovascolari. Pertanto, sarebbe saggio utilizzare COXIB + PPI in pazienti con alto rischio di eventi gastrointestinali e FANS + PPI in quelli con rischio cardiovascolare.

Il lansoprazolo è uno dei più efficaci PPI nel trattamento farmacologico dei più noti disordini “acido-correlati”, grazie alla sua elevata biodisponibilità ed immediatezza di azione. Unico fra i PPI, è anche disponibile con una formulazione orodispersibile, che mantiene le stesse proprietà farmacocinetiche e farmacodinamiche della formulazione tradizionale in capsule, qualsiasi sia il dosaggio considerato. Tale lansoprazolo orodispersibile può essere assunto senz’acqua e, quindi, risulta particolarmente utile quando il paziente è in viaggio o si sveglia durante la notte con sintomi da reflusso o si trova in zone in cui non si trova acqua  potabile. Inoltre, esso è particolarmente utile nei pazienti con patologie esofagee stenosanti o con disordini neurologici della deglutizione che non permettono l’assunzione usuale di farmaci per bocca.

Quindi, la formulazione orodispersibile di lansoprazolo appare notevolmente flessibile e conveniente nel garantire le possibilità di assumere i PPI in qualsivoglia situazione difficile ambientale di tipo sia ambulatoriale sia nosocomiale.